ultimabaret
Barbara Stimoli e Titta C. Raccagni
Pleasure Rocks

10.00-13.00 – Sella del Diavolo

Pleasure Rocks è un laboratorio che esplora la relazione materiale tra corpi umani e non umani. Un gioco di parole che suggerisce l’importanza di trovare un nuovo significato al piacere. La roccia, da oggetto, diventa soggetto, corpo, compagna di esplorazione: così come con gli animali e i vegetali, anche con i minerali e la conformazione dei territori è necessario ripensare il nostro essere. Attraverso diverse pratiche somatiche, letture e confronti, il gruppo è accompagnato ad entrare in relazione con la roccia: un percorso graduale, in un tempo dilatato. Un atto di abbandono, ma anche un gioco che esplora forme nuove e diverse di piacere: una queer trans/intimità (K. Barad). Durante il laboratorio si alterneranno momenti di esperienza somatica a momenti di lettura, confronto e visione.

Il workshop è una parte fondamentale di condivisione, apertura e nutrimento della ricerca. In un luogo di osservazione, contemplazione e ascolto si accompagna il gruppo a entrare in relazione con la roccia e le sue componenti abiotiche e biotiche. Attraverso diverse pratiche somatiche si compie un percorso graduale, in un tempo dilatato: è un viaggio aptico ed estetico.

Il workshop permette di fare esperienza e incarnare la fragilità, la resilienza, la quiete dinamica di sé e del suolo: é anche così che trasformiamo il nostro relazionarci. Nella fase laboratoriale si fa esperienza di un tempo altro, un tempo profondo, quello minerale, un tempo di cura di sé e della relazione con l’altro dall’umano, il minerale.

La parte di esperienza somatica viene arricchita da momenti di letture,
confronti e visioni.

LINK PRENOTAZIONE

https://www.eventbrite.com/e/pleasure-rocks-workshop-tickets-1345608233449?aff=oddtdtcreator

INFO

Appuntamento all’inizio del sentiero e camminata insieme.
Potranno partecipare due gruppi di max 12 persone al giorno.
Si consiglia di indossare abbigliamento comodo e a stati e di portare con sé acqua e snack.

ultimabaret è la metamorfosi del duo artistico Titta C. Raccagni e Barbara Stimoli.

La ricerca di ultimabaret si muove tra il confine e le possibilità dello sconfinamento: quello poroso della materia, tra umano e altro dall’umano. Quello sinuoso del piacere, che viene ricercato e risignificato ad ogni esperienza.

Titta C. Raccagni è filmmaker, regista e performer, Barbara Stimoli è danzatrice, coreografa e performer: i due diversi background e i molteplici linguaggi, l’ecletticità e l’esperienza di attivismo e indagine poetica sono continuamente mescolati nelle loro produzioni.

ultimabaret genera un processo di dis-identificazione dei generi, dei linguaggi, delle discipline e delle categorie. Nata come studio e destrutturazione del linguaggio erotico e pornografico e dei codici e stereotipi di genere, la ricerca si è inizialmente focalizzata sulla creazione di nuovi immaginari legati alla sessualità. In particolare sulla decostruzione visiva del confine corpo. Da qui le performance Pornopoetica e Camera oscura e il film Diario blu(e), presentati tra gli altri a Pergine Spettacolo Aperto, Torino film festival, Visions du réel, Far East festival.
Dal 2018, con l’avvio di Pleasure rocks, progetto nato insieme all’artista visiva Alessia Bernardini e presentato in spazi culturali ibridi (Triennale Milano, Fabbrica del Vapore Milano, Leporello Roma tra gli altri), la ricerca sposta il baricentro sulla relazione tra corpi umani e non umani e in particolare con la materia delle pietre e dei minerali, prendendo direzioni inaspettate e allontanandosi gradualmente dal focus antropocentrico.

Donatella Martina Cabras
Kairos

17.30 – Parco delle emozioni

Kairos è un invito a prendere parte a una pratica collettiva di movimento all’aperto, un’esperienza che trasforma il concetto di “perdita di tempo” in un’opportunità per riscoprire un tempo concesso, intenso e simultaneo. La perdita non è mancanza, ma una fuga consapevole dal tempo lineare a senso unico. Attraverso la dimensione ludica del movimento ampliamo le percezioni tra i corpi e l’ambiente, cercando la fluidità dell’acqua, la sua capacità di adattarsi e trasformarsi. In bilico tra gioco, laboratorio e performance, abitiamo uno spazio di ricerca in cui fragilità e riflessione si intrecciano, come teneri primati immaginanti, alla scoperta di un agire più consapevole del presente.

L’invito a partecipare al gioco è aperto a tutte le persone adulte con una propensione al movimento attenta e sensibile.

Donatella Martina Cabras è una ricercatrice nel campo del movimento, con un focus particolare sulla relazione tra corpo, spazio e comunità viventi. La sua ricerca si sviluppa in un approccio che fonde la pratica performativa con la partecipazione attiva, esplorando il potenziale trasformativo della danza non solo come arte, ma come strumento di sviluppo umano e sociale. Fondatrice dell’associazione movimentopoetico, Donatella promuove percorsi performativi e didattici che si riflettono nell’interazione tra il corpo e luoghi non convenzionali per la performance, spazi che diventano protagonisti del processo creativo e di relazione con il pubblico. La sua formazione da danzatrice, che inizia in Inghilterra e si arricchisce successivamente in Italia con specializzazioni in ambito sociale e pedagogico, è alla base del suo approccio inclusivo e partecipativo. Il suo lavoro si concentra sull’utilizzo di spazi alternativi, come luoghi urbani o naturali, che favoriscono un’esperienza di connessione autentica, dove il movimento stesso diventa un mezzo per ridefinire il nostro rapporto con l’ambiente e con le altre forme di vita. Sogna una “casa della danza” in Sardegna con vista sul mare, un luogo che promuova la danza per tutt_, un luogo che respiri una continua sintonia tra arte, territorio e natura.

Credits 

KAIROS

gioco performativo

Ispirato ad un idea originaria di Donatella Martina Cabras e Emanuele Scotto

Ideazione e conduzione di Donatella Martina Cabras con la collaborazione di Emanuele Scotto

Partecipazione speciale di Letizia Dessi.

Tomoko Sauvage
Water Bowls

19.30 – Darsena Edificio Sali Scelti

La lunga sperimentazione di Sauvage, vivificata da una ricerca tattile sulle proprietà dei materiali, ha trasformato ciotole di porcellana riempite d’acqua in uno strumento elettroacustico acquatico. L’artista dà vita all’inanimato accordando acqua e recipienti, facendoli vibrare e amplificando suoni minuscoli che altrimenti sarebbero quasi impercettibili.

Nelle sue acque amplificate, Sauvage gioca con gocce e onde, argilla, pietre, conchiglie e oggetti di vetro utilizzati come strumenti idiofoni o membranofoni, spesso in combinazione con bolle d’aria, impiegate per creare una sorta di aerofoni subacquei.

Per questa occasione speciale a Cagliari, presenterà un set che include materiali preregistrati, adattati alla diffusione sonora in ambiente esterno.

Tomoko Sauvage è una compositrice e artista giapponese residente a Parigi, nota soprattutto per la sua lunga pratica musicale e performativa sul suo originale strumentario che assembla acqua, ceramica ed elettronica. Il suo lavoro è incentrato sulla materialità tattile di oggetti vibranti e sull’uso del caso come metodo compositivo. Sauvage si è esibita al Barbican Centre, al Palais de Tokyo, al Maerz Musik, al Musée d’art moderne de Paris, a Manifesta 13, al Roskilde Festival e al RIBOCA, e le sue installazioni e opere video sono state esposte alla Sharjah Art Foundation, al Portland Institute for Contemporary Art e alla Maison Tavel.

Dalle Acque. Ecologie dell’Ascolto
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