Attila Faravelli
Aural Tools
15.00 – Orto Botanico

Aural Tools – Dispositivi d’ascolto e pratiche sonore, laboratorio
Aural Tools è un laboratorio che invita i partecipanti a esplorare nuove modalità di relazione tra suono, spazio, corpo e ascolto. Attraverso una serie di oggetti sonori semplici, realizzati in piccole tirature, il progetto documenta i processi materiali e concettuali alla base della pratica sonora di musicisti e sound artist contemporanei.
Questi strumenti non sono pensati come semplici supporti audio, ma come dispositivi attivi: oggetti da esperire, che propongono forme di ascolto non mediabili dai mezzi tradizionali come CD o vinili.
Conduce il laboratorio Attila Faravelli, fondatore e curatore del progetto Aural Tools. Ogni dispositivo propone a chi lo usa di assumere una postura di ascolto specifica, costruita in relazione alle attitudini, alle abilità fisiche e agli spazi a disposizione.
Sebbene l’ascolto comporti sempre un coinvolgimento emotivo e cognitivo, gli oggetti della serie richiedono un coinvolgimento materiale diretto da parte di chi li usa, costringendo a una postura di ascolto attiva dal punto di vista fisico e non psicologico. Lungi dal proporre una modalità di ascolto ridotta, oggettiva e disincantata, gli oggetti che saranno realizzati intendono promuovere una forma di cura e di attenzione nei confronti delle inesauribili stratificazioni dei flussi di materia ed energia, in perenne movimento e trasformazione, entro cui siamo immersi e di cui gli esseri umani non sono che una minima parte.
Attila Faravelli vive e lavora a Milano, dove ha studiato composizione elettronica. La sua indagine esplora il suono in quanto fenomeno materiale – ma non oggettivo – fluido e relazionale. Nella sua pratica musicale ed installativa indaga la relazione tra suono, spazio e corpo. Compone ed esegue in solo (il suo lavoro solista è pubblicato da Die Schachtel e Senufo), realizza installazioni sonore con Nicola Martini (Presto!?), suona con Andrea Belfi nel duo Tumble (Die Schachtel), con Nicola Ratti (Boring Machines) e con Matija Schellander (Aural Tools). Con Burkhard Stangl, Mario De Vega ed Angelica Castello è parte del quartetto elettroacustico SQUID (Mikroton Recordings). Collabora inoltre con Enrico Malatesta e Nicola Ratti nel trio ~ Tilde. Ha presentato il suo lavoro in tutta
Europa, USA, Cina e Sud Corea. Nel 2010 ha partecipato alla 12ma Biennale Internazionale di Architettura di Venezia e dal 2011 cura a Milano The Lift, ciclo di concerti di musica sperimentale. Nel 2012 è stato il curatore italiano per il progetto Sounds of Europe. È fondatore e curatore di Aural Tools, una serie di multipli-oggetti sonori che documentano i processi stessi (sia materiali che concettuali) di produzione sonora da parte di musicisti selezionati.
Maurizio Saiu
TRANSORIENTALESARDA
17.00 – Cisterna Romana

TRANSORIENTALESARDA : Transformation’s Rainbow
di Maurizio Saiu
La supracoscienza di Arthur Rimbaud e quella di Mario Mieli mi sfiora, mi canta. Amiche eterne tornano ad annunciare la fine della corsa, la nuova transizione. E si depositano qua, in questo mio corpo ammaestrato alla rinuncia, al fallimento, scaraventato nel vortice della dimenticanza.
Resistere, vomitare e resistere. Rialzarsi, ricadere. Provarsi sino allo spasmo.
Maurizio Saiu, danzatore, coreografo e cantante attualmente basato a Cagliari, è considerato uno degli esponenti storici della danza d’autore italiana. Dopo la formazione negli anni ’80 con Merce Cunningham e le diverse esperienze con l’avanguardia newyorkese, inaugura dagli anni ’90 un proprio originale ed esoterico percorso di creazione coreografica. Tornato in Sardegna, Saiu si rivolge all’interazione tra tradizione popolare e arte contemporanea, tra linguaggi della danza e canto, grazie alla vicinanza artistica con il musicista Giorgio Tedde e alle collaborazioni artistiche tra cui quelle con la danzatrice Cornelia Wildisen e poi con Maria Lai, Aldo Tilocca, Claudio Morganti, Fernando Grillo, Enrico Pau, e altri. Nel 2010 Saiu sposta la sua attività anche a Berlino, a Bruxelles e in Messico. Nei suoi spettacoli, intreccia tradizione popolare e arte contemporanea, musica, danza e sperimentazione vocale, in una tensione estetica visionaria e stilizzata. Tra le creazioni: Morte Araba, Pan-seminario per un errore e Calimero.
Daniele Ledda
Salamastra
18.30 – Darsena Edificio Sali Scelti

Si tratta di un’azione sonora che integra le sonorità degli strumenti musicali con quelle del paesaggio sonoro. Ci sarà inizialmente un momento più tradizionale di fruizione del suono, basato sullo strumento Clavius a cui seguirà una parte dove un’orchestra costituita da 10 esecutori, che avranno dei sistemi di generazione sonora legata all’acqua, si metterà in dialogo con il paesaggio sonoro esistente nella darsena dello stagno di Molentargius, alla ricerca di una nuova geografia del suono e del suo ascolto.
Daniele Ledda è un artista sonoro, docente e ricercatore che vive e lavora in Sardegna. Nato nel 1970, si è specializzato in Informatica e parallelamente ha studiato pianoforte, Musica Elettronica e Composizione Sperimentale presso il Conservatorio di Cagliari, dove del 2007 consegue il diploma accademico di II livello in Musica Elettronica.
E’ docente di Informatica Musicale presso il Conservatorio di Cagliari e presidente dell’Associazione Ticonzero e direttore artistico del Festival di musica e arte contemporanea SIGNAL che si tiene con cadenza annuale dal 2007. Ha suonato in festival di rilievo nazionale ed internazionale. Ha pubblicato 5 compact disco come compositore di opere elettroacustiche e in varie formazioni come esecutore live electronics e al campionatore. E’ interessato al rapporto con le arti visive, e realizza ambienti sonori per mostre d’arte e installazioni video. Ha al suo attivo varie composizioni originali per la danza contemporanea e per il teatro. Dal 2012 studia e ricerca nell’ambito della improvvisazione guidata e della composizione istantanea, attraverso la direzione del gruppo strumentale da lui creato Snake Platform. Dal 2018 lavora al progetto solista CLAVIUS, che lo vede costruire e suonare una serie di strumenti aumentati che derivano dalla meccanica del pianoforte e del clavicordo. Partendo dalla ridefinizione del concetto di strumento musicale, non più inviolabile ma suscettibile di radicali mutazioni, al ri-costruirsi lo strumento, tra rifiuto dello strumento “dato” e riciclo, Ledda realizza i suoi strumenti aumentati Clavius, dove avviene una convivenza parallela di uno strato fisico ed uno virtuale-digitale, con un approccio che fonde l’analogico e il digitale. Oltre allo strumento a percussione tramite tastiera e ad un clavicordo ibrido con arco e vibrazione indotta, viene utilizzata anche la voce ed uno dispositivo ad ancia libera.
Pubblica nel 2022 l’omonimo disco in vinile e digitale.
Nicola di Croce
con Maurizio Saiu
Resonating with Sulcis
19.15 – Darsena Edificio Sali Scelti

Il progetto esplora i concetti di sintonia e risonanza attraverso il suono e l’ascolto, concentrandosi sul territorio del Sulcis e indagando in particolare la sua ecologia acquatica. Partendo dalla complessa compresenza di fiumi e grotte, miniere abbandonate, impianti di energia rinnovabile (eolico ecc.) e nuove industrie (soprattutto nel comparto bellico), la ricerca riflette sulla gestione dell’acqua e sul suo ruolo nella cultura locale così come nella produzione e gestione di energia in un’area fortemente marginale. L’obiettivo è creare uno spazio in cui riflettere, a partire dalle manifestazioni dell’acqua nel territorio, sulla vitalità dei corpi e delle materialità non umane ad essa connesse, sperimentando modi per entrare in rinomanza e stabilire un “dialogo” con i loro specifici suoni e vibrazioni. Intendendo la pratica dell’ascolto come un passo cruciale verso questo obiettivo, l’orizzonte del progetto è di sperimentare un “parlamento delle cose” in cui includere le entità non umane e gli ecosistemi acquatici nei processi decisionali, negoziando con loro nuove forme di convivenza, sempre più necessarie per far fronte alle attuali crisi politiche ed ecologiche.
Nicola Di Croce è ricercatore e sound artist. Dottore di ricerca in pianificazione territoriale e politiche pubbliche, insegna all’Università Iuav di Venezia dove è membro fondatore del centro studi Sound Studies Hub (SSH!). La sua ricerca si concentra sul rapporto tra studi urbani e cultura sonora. Nei suoi progetti accademici, installativi e performativi è interessato ad esplorare approcci sonori, qualitativi, partecipativi e creativi finalizzati all’indagine delle trasformazioni urbane e culturali, alle modalità di accordo e risonanza col non-umano e al miglioramento della vivibilità e dell’inclusività dello spazio pubblico.
Maurizio Saiu, danzatore, coreografo e cantante attualmente basato a Cagliari, è considerato uno degli esponenti storici della danza d’autore italiana. Dopo la formazione negli anni ’80 con Merce Cunningham e le diverse esperienze con l’avanguardia newyorkese, inaugura dagli anni ’90 un proprio originale ed esoterico percorso di creazione coreografica. Tornato in Sardegna, Saiu si rivolge all’interazione tra tradizione popolare e arte contemporanea, tra linguaggi della danza e canto, grazie alla vicinanza artistica con il musicista Giorgio Tedde e alle collaborazioni artistiche tra cui quelle con la danzatrice Cornelia Wildisen e poi con Maria Lai, Aldo Tilocca, Claudio Morganti, Fernando Grillo, Enrico Pau, e altri. Nel 2010 Saiu sposta la sua attività anche a Berlino, a Bruxelles e in Messico. Nei suoi spettacoli, intreccia tradizione popolare e arte contemporanea, musica, danza e sperimentazione vocale, in una tensione estetica visionaria e stilizzata. Tra le creazioni: Morte Araba, Pan-seminario per un errore e Calimero.
Mike Cooper
Flirting with Flamingos
20.00 – Darsena Edificio Sali Scelti

A dieci anni dalla sua prima presentazione, il progetto Flirting With Flamingos torna a Cagliari con una nuova performance site-specific che rievoca l’incontro tra natura, arte e suono nel Parco di Molentargius. L’evento, a cura dell’artista Mike Cooper, riprende e reinterpreta il lavoro realizzato nel 2015 per Cagliari Capitale Italiana della Cultura, in collaborazione con il Conservatorio di Musica Pierluigi da Palestrina e l’artista Tiziana Argiolas.
Tra field recordings, video originali e nuove sonorizzazioni elettroniche, la performance evoca l’ambiente incantato dei laghi salati popolati da migliaia di fenicotteri. Un rituale audiovisivo che fonde memoria, tecnologia e paesaggio, arricchito dalle suggestive creature luminose create da Argiolas.
Un’occasione unica per immergersi nella poesia del territorio attraverso la lente dell’arte contemporanea.
Mike Cooper vive attualmente a Valencia, in Spagna, e da oltre 60 anni è un viaggiatore internazionale e un esploratore musicale che spinge continuamente i confini della musica e dell’arte. È anche regista di film e video, artista visivo e d’installazione, oltre a comporre ed eseguire dal vivo musiche per film muti classici e contemporanei.
Recentemente ha scritto e registrato la colonna sonora per il film documentario Cane Fire, girato alle Hawaii e diretto da Anthony Banua-Simon.
Ad oggi ha pubblicato 70 dischi da solista, realizzato 3 collaborazioni principali e partecipato a 26 altre produzioni.
🔗 www.cooparia.com
🎵 mikecooper.bandcamp.com

